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Virus informatici: una storia che inizia dai romanzi di fantascienza

La storia dei virus informatici è affascinante e risale molto più indietro negli anni di quanto crediamo. In realtà già nel 1948 John von Neumann, fisico e matematico ungherese, dimostrò matematicamente che sarebbe stato possibile creare un programma per computer che si replicasse autonomamente.
Negli anni ‘60 compare il primo programma autoreplicante, grazie ad un “gioco” creato da informatici della Bell Laboratories in cui una serie di programmi dovevano sconfiggersi a vicenda sovrascrivendosi… Giochi da nerd oserei dire!
Il termine VIRUS appare la prima volta nel 1972, nel romanzo di fantascienza
“La macchina di D.I.O” scritto da David Gerrold in cui un programma
informatico si comporta esattamente come i virus biologici… Il termine virus
viene ampiamente usato in tutti gli anni ‘70 in romanzi film e fumetti che
cominciano a “costruire” la forma che il futuro avrebbe assunto di lì a poco. E’ incredibile scoprire quanto la fantascienza sia premonitrice del nostro futuro!
Ma la consacrazione del termine e la sua definizione arriveranno solo nel 1984 ad opera della University of Southern California con Experiments with Computer Viruses dove si legge: «Un virus informatico è un programma che ricorsivamente ed esplicitamente copia una versione possibilmente evoluta di sé stesso».
Affascinante come riusciamo a replicare gli schemi del mondo fisico e delle sue leggi anche in ambiti che apparentemente ne sono distanti.

La prima pandemia informatica

Il primo malwere apparso al mondo è Creeper creato da Bob Thomas nel 1971 che aveva lo scopo di verificare proprio l’auto-riproducibilità di un programma su una macchina remota.

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La diffusione di VIRUS per tutti gli anni ‘80 e gran parte degli anni ‘90 è stata affidata ai floppy-disk, poi con l’avvento di Internet è cambiata la modalità di trasmissione e la loro capacità di “infezione”.
La prima vera pandemia possiamo farla cadere nel 1986. Il primo virus che si guadagnò una notorietà planetaria venne creato da due fratelli pakistani proprietari di un negozio di computer, che secondo la loro versione, doveva servire a punire chi copiava illegalmente il loro software. Il virus si chiamava Brain, si diffuse in tutto il mondo.
Ma veniamo al capostipite di questa nuova generazione di virus. Era il lontano 1988, quando Robert Morris Jr. creò il primo worm a diffondersi via internet, il Morris worm. Questo gli valse anche la prima condanna legale nella storia degli Stati Uniti per pirateria informatica. Il floppy-disk checontiene il Morris worm è oggi custodito in una teca come cimelio storico al Museo della scienza di Boston.
Poi ci fù il virus AIDS,
la cui diffusione avveniva tramite l’inserimento di un floppy disk (è evidente l’analogia con la diffusione attraverso i rapporti sessuali), rendendo impossibile l’avvio del sistema operativo.
Nel 2000 arrivò il virus ILOVEYOU,
creato dall’allora studente filippino Onel De Guzman, che si propagava attraverso un messaggio di posta elettronica avente come oggetto, appunto, “ILOVEYOU”.
Il codice sorgente di questo virus è pubblicamente disponibile su Internet, e sono significative le primissime annotazioni inserite nel codice:
rem barok -loveletter(vbe) <i hate go to school>
rem by: spyder / ispyder@mail.com / @ GRAMMERSoft Group/Manila,Philippines
L’autore si firma col suo nickname (“barok”), rende pubblica la sua email, dichiara la propria nazionalità oltre che il proprio odio verso la scuola (!)… in netto contrasto con l’ovvia tendenza ad eseguire questo genere di attività illegali nel più completo anonimato.