Nowtech: storia e mission dell’azienda nata nel 1984

Le origini di Nowtech risalgono al 1984 quando tre amici affittano un locale a Sant’Anastasia. L’azienda che creano prende il nome di Apice, dalle iniziali dei tre fondatori: «Dalle nostre parti nessuno, salvo Buffetti, vendeva materiale per ufficio. Siamo andati a Milano per cercare fornitori e rivendere la merce a commercianti e commercialisti della zona», racconta Antonio Aprea, che guida oggi l’impresa insieme a sua moglie.

1995: parte la vendita del traffico telefonico

Intanto il mondo cambia rapidamente e nascono nuove opportunità che Antonio, rimasto da solo alla guida dopo l’uscita dei suoi due amici, sa sfruttare: «Nel 1995 c’è stata la deregulation, con la fine del monopolio di SIP. Le aziende potevano vendere connettività. Allora ho deciso di continuare a formarmi e ho frequentato un master alla Bocconi, per vendere traffico telefonico. All’epoca lo compravo da player stranieri, come Nord American Company e British Telecom».

2012: Apice si trasforma in Nowtech

Il 2012 segna una data fondamentale nel percorso dell’azienda. Apice diventa Nowtech. Il focus sono i servizi sul web. Era giunta ora di mettere a frutto l’esperienza maturata negli anni nella gestione delle aziende e delle loro necessità: «Si erano aperte infinite opportunità per far transitare servizi per le aziende attraverso la Rete. Creare nuovi programmi gestionali grazie al cloud è diventato il nostro core business».

Oggi Nowtech offre servizi che spaziano dalla connettività, alla sicurezza della Rete, fino a software gestionali che consentono alle aziende di risparmiare tempo e denaro. Con Nowtech offre anche formazione alle aziende che hanno bisogno di digitalizzarsi.

Chi è Antonio Aprea

Dopo il diploma in ragioneria, Antonio decide di frequentare la facoltà di Economia e Commercio. Per superare l’esame di Statistica viene a conoscenza dei primi elaboratori elettronici. Segue un corso per imparare a utilizzarli e si appassiona alla tecnologia. La vocazione alla vita imprenditoriale lo porta ad abbandonare l’università per il suo primo business, Apice. Intanto, continua a interessarsi di tech, con i primi soldi guadagnati compra un Commodore 64 e realizza un programma sulla fatturazione che rivende per 800mila lire: «Con quei guadagni acquistai floppy e stampante e iniziai a personalizzare il programma per altri imprenditori della zona. Ricordo che i miei erano contrari, convinti che perdessi tempo a giocare. Invece, stavo progettando la mia vita futura».

Il motto di Antonio

Antonio oggi dirige un’azienda con 5 collaboratori, insieme a sua moglie, Delia Scognamiglio, che lo affianca nell’amministrazione del business. Al centro di Nowtech c’è un team di persone iper qualificate formate e aggiornate costantemente sulle nuove tecnologie.

Il motto di Antonio? «Siamo condannati a vivere nel futuro. Chi si ferma non ritrova più la strada. Bisogna continuamente inventare servizi e anticipare i bisogni dei clienti. Su questi presupposti ho costruito Nowtech».